Appartamento in Laguna – Sardegna – Sinis – Oristano – Cabras

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I dintorni

I dintorni

IL TERRITORIO

Il Comune di Cabras, situato nella costa centro-occidentale della Sardegna, si trova a circa 6 km da Oristano, capoluogo di Provincia. Grazie alla sua posizione baricentrica si possono raggiungere agevolmente tutti i luoghi di maggior interesse della Sardegna. In seguito al completamento dell’aeroporto di Fenosu , Oristano, la sua posizione è ancor più strategica per gli scambi commerciali e per i flussi turistici, si possono raggiungere agevolmente mete quali Roma, Pisa, Brescia e si è in attesa dell’attivazione di altre linee verso il continente e l’estero.

Nel territorio di Cabras sono comprese numerose zone lagunari di grande interesse per la pesca nonché naturalistico e culturale come lo stagno di Cabras, vasto oltre 20kmq (uno dei più grandi d’Europa) l’ abitato di Cabras si affaccia direttamente sulle sue rive ( molto bella la piazza stagno dove si svolgono le numerose feste e sagre popolari, alcune delle quali dedicate alle risorse dello stagno stesso quali la sagra della botarga o quella del muggine), gli stagni di Mistras e Mar’e Pontis e gli stagni di Mar’e Pauli e Pauli’e Sali. Quest’ultimo è stato denominato area protetta del WWF, soprattutto grazie alla presenza del Pollo Sultano, specie in via d’estinzione. Grande attrattiva turistica di tutti questi stagni è però il fenicottero rosa, visibile soprattutto dalle passerelle costruite appositamente lungo le rive dello stagno di Cabras.

La costa della penisola del Sinis offre al turista una varietà di spiagge, più famosa delle quali la spiaggia bianca di quarzo di is arutas, e di scogliere che spaziano tra quelle nere in basalto a capo S. Marco, a quelle in arenaria di S. Giovanni per finire alle splendide scogliere bianche di “su Tingiosu” che ricordano le più famose” bianche scogliere di Dover” in Inghilterra.
Da sempre molto frequentata dall’uomo la penisola del Sinis è ricchissima di resti archeologici risalenti sino al periodo prenuragico ( circa 6000 anni a.c.), anche se maggiormente nota per il periodo della presenza fenicio/punica e romana( principale sito la splendida città di tharros). E’ sempre il sinis che ha restituito le statue conosciute come “i giganti di monte prama”,una trentina di statue,(destinate a sconvolgere l’architettura della storia dell’epoca finora scritta e studiata) alte circa due metri ciascuna. Opere in arenaria, costruite quando le torri nuragiche erano strutture in uso .

L’ECONOMIA

Oltre al turismo, la vocazione principale è quella dell’agricoltura. Presso molte abitazioni si possono acquistare direttamente i frutti di stagione che la campagna circostante offre. Eccezionali i carciofi spinosi del periodo invernale o i dolcissimi meloni coltivati “ in asciutto”e le angurie del Sinis. La pesca, poi la si respira in ogni angolo del paese( non c’è famiglia che non abbia qualche parente coinvolto nella pesca in mare aperto o di stagno), infatti Cabras conta molti punti di lavorazione, vendita e trasformazione del pesce. La lavorazione della “ bottarga” ( uova di muggine salate ed essiccate al sole) o della”merca” (muggine lessato e conservato in particolari erbe palustri che ne consentono il consumo dopo molti giorni).

COSA FARE E VEDERE

Quasi superfluo attardarsi a decantare le magnificenze delle spiagge di Cabras e dell’isola di maldiventre ma piuttosto ricordare che varietà ed articolazione della penisola del Sinis fanno di questo territorio un luogo da vivere e godere tutto l’anno.

Le passeggiate presso l’area protetta di Turre’seu, a piedi , a cavallo o in bicicletta(varie società sono dedite all’organizzazione di escursioni a cavallo, mountain bike e trekking), offre, in tutti i giorni dell’anno, delle emozioni e sensazioni che scaturiscono dalla varietà e bellezza della macchia mediterranea, dall’incontro di molte specie animali, (tartarughe,volpi, lepri, cinghiali ecc), e dal suo impareggiabile panorama e ancor più incantevoli tramonti che si ammirano specie in giornate spazzate dal maestrale.

Va ricordato che siamo dentro l’area marina protetta del Sinis isola di Maldiventre, e per questo tutte le attività quali il diving o il semplice snorkeling si praticano in armonia con essa, è grazie a questa che durante queste pratiche si possono godere a pieno gli splendidi panorami dei fondali sin da i primi metri dalla costa.
Con la pratica della pesca-turismo si vive una giornata condividendo con gli stessi pescatori il fascino di questa antica arte e degustare direttamente a bordo il frutto del lavoro giornaliero.

Si può, inoltre noleggiare un gommone con il quale ammirare dal mare le coste del Sinis o visitare l’isola di Maldiventre, ma, se non si è avvezzi alla condotta di imbarcazioni ci si può rivolgere ad uno dei numerosi operatori che offrono le gite in barca verso l’isola .
Chi già possiede una imbarcazione trova nel porticciolo turistico “sa madrini” l’approdo giusto quale base per le sue uscite quotidiane o punto di alaggio per le barche o gommoni carrellati.

La posizione affacciata ad ovest rende questa costa particolarmente esposta ad i venti di maestrale. E’ per questo che è diventata la patria dei praticanti del windsurf, surf da onda e kitesurfing (si assiste sempre più spesso a raduni di praticanti di questi sports nelle varie spiagge del sinis).

Fino ad ora sembra che tutto ciò che si può fare e vedere sia solo mare. Niente di più sbagliato!
Per gli amanti del birdwatching i dintorni di Cabras costituiscono la sintesi di tutti i luoghi dove praticare gli avvistamenti, sempre più spesso di specie veramente rare( le spattole, gli ibis, le gru ecc.) o altre ormai divenute consuete come l’airone guardabuoi, uccello che prende questo buffo nome dall’abitudine di posarsi sulla groppa dei bufali in Africa , mentre noi li osserviamo sopra le pecore.
Ricchissima di tradizioni e storia, la nostra provincia offre la opportunità di vacanze culturali anche fuori dalla stagione balneare.
Molto interessante assistere alla corsa degli scalzi che avviene il primo weekend di settembre in onore di San Salvatore(a piedi nudi, in una precipitosa corsa tra i sentieri polverosi, si rievoca il salvataggio del simulacro risalente al XVI secolo,di S. Salvatore dalle mani dei pirati saraceni). Si parte mattino il sabato alla volta del villaggio omonimo e si colloca la statua nella antica chiesetta che sorge sopra il più antico ipogeo dedicato al culto dell’acqua, e si rientra la domenica sera.

Il culto dell’acqua è ancor più praticato si dalle genti nuragiche presso il villaggio di Santa Cristina, di Paulilatino con l’omonimo tempio a pozzo, quest’ultimo , composto da conci lavorati alla martellina, è uno degli esempi di architettura più belli della Sardegna, allineato astronomicamente con l’astro di Diana.

Il carnevale, qui, è sinonimo di “Sartiglia”. Credo di non poter essere smentito nel dire che per la città di Oristano la sartiglia rappresenta  l’apoteosi della festa.
Si tratta di una giostra equestre risalente all’epoca del dominio spagnolo e si è giunti alla 545° edizione.

Molto suggestivi i riti della settimana santa con “su scravamentu” che, anche qui ,come in quasi tutta la  Sardegna viene è celebrato  con intensa partecipazione.
Il tutto si conclude in gran gioia il giorno di pasqua con il rito de “ S’Incontru”.